BASILICATA

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MARATEA

VALLE DEL NOCE

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DOLOMITI

LUCANE

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PARCO NAZIONALE DEL POLLINO

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MATERA

MAGNA GRECIA

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VULTURE

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MARATEA

VALLE DEL NOCE

E' un area della Basilicata dove le montagne si tuffano nel mare cristallino del Tirreno con clima piacevole ed un paesaggio tipico della costa mediterranea. Il viaggio alla scoperta della zona sud-occidentale della Basilicata comprende Maratea e la Valle del Noce che corrisponde all'area del Lagonegrese. Quindi non solo mare ma collina,montagne,fiume e laghi e poi tanti borgi caratteristici come Rivello il paese, noto per la lavorazione del rame, grazie alla sua posizione strategica fu per molto tempo conteso tra Longobardi e Bizantini. Il suo antico centro è un perfetto binomio tra tradizione e religione non può mancare la visita del Convento di S. Antonio da Padova l’ex Convento dei Frati Minori Osservanti (XV sec.), edificio di grande interesse artistico al cui interno sono conservati un coro ligneo e affreschi del XVI secolo. A breve distanza Trecchina, paese dalle antichissime origini. Sembra infatti che risalga al periodo della seconda guerra sannitica, quando nel 317 a. C., sul luogo in cui oggi sorge, si stanziò una guarnigione romana impegnata nella conquista della città di Nerulum. Fulcro del paese è la bellissima Piazza giardino “Piazza del Popolo” con numerosi locali con prodotti tipici ed artigianato locale. Il territorio è suggestivo per la presenza di boschi di castagni. Appena dopo il passo La Colla troviamo l'affascinante Maratea, situato alle pendici del Monte San Biagio dove si trova la statua del Cristo Redentore e la Basilica Pontificia di San Biagio. La costa sembra “protetta” dalle numerose torri di avvistamento realizzate nel XVI secolo, sembrano vere e proprie vedette sul mare che fanno da spartiacque alle spettacolari spiagge e grotte di Maratea. Il territorio infatti è caratterizzato da numerose calette accessibili solo via mare con una vegetazione fitta che lambisce le acque cristalline che bagnano i 32 km di costa marateota.

 

DOLOMITI

LUCANE

Le Dolomiti Lucane sono il rilievo montuoso situato nel cuore della Basilicata caratterizza il paesaggio con spettacolari guglie e sagome che hanno suggerito nomi fantasiosi come l’aquila reale, l’incudine, la grande madre, la civetta.
Su questo territorio  si trovano i paesi di Castelmezzano e Pietrapertosa, con le abitazioni  aggrappate alla roccia. I due borghi sono uno difronte all'altro. Proprio questa particolare ubicazione consente di effettuare un incredibile volo attraverso lo spazio che separa i due paesi: è il Volo dell’Angelo. Le Dolomiti Lucane sono montagne antichissime il gruppo di montagne più elevato è quello della Costa di S. Martino chiamato Piccole Dolomiti in quanto ricorda le caratteristiche delle famose Pule Trentine. Negli anfratti più inaccessibili, fanno il loro nido splendidi esemplari di cicogna nera, nibbio reale, gheppio, falco pellegrino.

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PARCO NAZIONALE

DEL POLLINO

Il Parco Nazionale del Pollino è il più esteso d’Italia con i suoi 192.000 ettari, diviso tra l Basilicata e la Calabria. E’ uno dei massicci più belli e caratterizzanti dell’Appennino Lucano, la sua denominazione deriva dalla vetta del massiccio del Pollino, il “monte di Apollo. Tanti itinerari e percorsi tra fitti boschi di faggio e cerri, come “Bosco Magnano” situato nei pressi di San Severino Lucano, ma anche di abeti e castagni e splendidi altipiani erbosi con migliaia di fiori, e poi fieri e secolari, i Pini Loricati, simbolo del parco, visibili soprattutto sulla cima di Serra di Crispo e lungo tutta la cresta fino all’area chiamata il “Giardino degli Dei” proprio perché considerata uno dei santuari di questa rara specie arborea. Numerosi esemplari di lupo appenninico, cinghiali e caprioli, scoiattoli, istrici e lontre, ma anche picchi e gufi reali. Tra le vette più alte dell’intero arco appenninico meridionale, volano le aquile reali, falchi pellegrini e gheppi, senz’altro va menzionata Serra Dolcedorme, il “tetto” del parco. Numerosi corsi d’acqua, come i torrenti Frido e Peschiera e affioramenti rocciosi, profonde faglie e oragini attraversano il Parco del Pollino, “popolato” anche da fossili risalenti a decine di migliaia di anni fa, come lo scheletro di un “Elepfhans antiquus italicus”, alto quattro metri e vissuto circa settecentomila anni fa, rinvenuto nelle Valli del Mercure e attualmente custodito nel Museo Naturalistico e Paleontologico di Rotonda, sede del Parco. Natura, sport e cultura si coniugano in questa straordinaria area verde della Basilicata, un ricco scrigno di bellezze ambientali ma anche di musei in cui aleggiano antiche memorie, storia e tradizioni della civiltà contadina e delle piccole comunità arbëreshë.

 

MATERA

MAGNA GRECIA

Matera patrimonio dell'UNESCO è una città millenaria con tracce del neolitico. E' considerata anche la città sotto sopra,con il suo antico nucleo abitato nella parte bassa della città “I Sassi”, tutta la sua bellezza è divisa nei due rioni principali il Caveoso ed il Barisano la fornisce un’esperienza irripetibile,numerosi chiese rupestri, luoghi che hanno fatto da scenario a numerosi film. Un tempo che si ferma, una storia che si può vedere ad occhio nudo, perché a Matera si vede e si respira l’antico che rivive nel presente . Imponente sulla Civita la Cattedrale, che si erge al centro conserva l'antica immagine della Madonna della Bruna ed un antico presepe in pietra del 1600.


ALLA SCOPERTA DELLA MAGNA GRECIA
Metaponto è uno dei centri più antichi e importanti della Basilicata. Questo borgo infatti fu una delle prime città costruite dagli antichi Greci quando intorno al VII secolo a.C. iniziarono a colonizzare il Sud Italia. Diversi siti archeologici sono dislocati all’interno del territorio, tra cui il Parco Archeologico di Apollonio Licio e le cosiddette Tavole Palatine. Il Museo Archeologico Nazionale della “Siritide” a Policoro.

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VULTURE

Uno angolo da scoprire in Basilicata è l’area del Vulture Melfese, situata nella sua parte nordorientale, inserita tra Puglia (a nord est), Campania (ad ovest). Domina il territorio per la sua bellezza il Monte Vulture, antico vulcano spento che risale al periodo preistorico con ricchi e fitti castagneti e querceti, mentre nella parte pedemontana uliveti e vigneti e macchia mediterranea. Alle sue pendici ci sono, tra gli altri, i comuni di Melfi, Venosa, Rionero in Vulture e Barile. Il Vulture, alto 1326 metri sul lato ovest si apre con i suoi crateri che oggi è occupato dai due laghi di Monticchio, due specchi d’acqua divisi da un istmo; su un’altura sopra la riva del lago piccolo c’è l’Abbazia di San Michele Arcangelo. Il nostro viaggio prevede la visita del centro storico di Melfi è racchiuso nell’originaria cinta muraria normanna riedificata in età aragonese. Il castello, di forma poligonale, e fossato difensivo. Nel castello si tennero cinque Concili papali e nell’anno 1089 fu bandita la prima crociata in Terra Santa.Il castello fu residenza di Federico II di Svevia e in seguito fu forziere del regno, prigione e importante centro di studi, in cui Pier delle Vigne e Riccardo da Capua redassero nel 1231 le “Constitutiones Augustales”. Oggi sede del Museo archeologico nazionale del melfese. A mezz’ora d’auto da Melfi c’è un’altra cittadina da non perdere: Venosa. Le origini di Venosa si perdano nella notte dei tempi, la fondazione della città si ascrive ai romani, nel 291 a.C., per meglio controllare la valle dell’Ofanto e la via Appia. A Venosa, nel 65 a.C., nacque il poeta latino Quinto Orazio Flacco. In città si può visitare il magnifico parco archeologico, in località San Rocco, dove si conservano i resti monumentali di un impianto termale, ed i resti perimetrali della basilica paleocristiana, gli ampliamenti e i lavori in continuità con la vicina Abbazia della Santissima Trinità, ordinati da Roberto il Guiscardo che volle qui in Basilicata una chiesa di più ampie dimensioni per ospitare il sacrario degli Altavilla. Nel centro storico di Venosa, si potrà visitare il possente castello, costruito dal duca Pirro del Balzo a partire dal 1460. Circondato da fossato difensivo, ponte levatoio e torri cilindriche, ospita nei sotterranei il Museo archeologico che custodisce preziose testimonianze della presenza in zona di comunità ebraiche nell’alto Medioevo. Una visita alla fontana Angioina, impreziosita con due leoni in pietra posti alle estremità, e la spartana casa natale di Orazio.